Alle porte l’erogazione una tantum da 200 euro: chi saranno i beneficiari?

di Angela Biscarini

Il Decreto legge 17 maggio 2022, n. 50, c.d. Decreto Aiuti, ha introdotto un'indennità una tantum di 200 euro a favore dei lavoratori dipendenti e altri soggetti quali pensionati, disoccupati, lavoratori stagionali e dello spettacolo, percettori del reddito di cittadinanza, collaboratori domestici, lavoratori a tempo determinato, intermittenti, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ed infine anche i lavoratori autonomi. La ratio di tale misura deriva dalla volontà di contenere sia l'aumento dei carburanti e dell'energia, ma anche dei beni primari, visto il continuo aumento del tasso d’inflazione dovuto all’accentuarsi della crisi economica.

Nell’attesa di scoprire se tale misura sia di effettivo aiuto ai lavoratori, andiamo a scoprire come funziona.

Il lavoratore dipendente per poter beneficiare del bonus deve rispettare determinati requisiti.

In base a quanto citato dall'articolo 31 D.L. n. 50/2022, il criterio di erogazione scelto per l'attribuzione del bonus si basa su requisiti previdenziali secondo i quali il lavoratore dipendente deve aver beneficiato, per almeno un mese del primo quadrimestre 2022, della riduzione contributiva dello 0,8%. Tale riduzione è stata prevista nei confronti di coloro che percepiscono mensilmente una retribuzione lorda imponibile non superiore a 2.692 euro.

Inoltre, il suddetto dipendente, non dovrà essere titolare dei trattamenti di cui all'articolo 32 per i quali sono previste altre modalità di erogazione che vedremo in seguito.

L'erogazione dei 200 euro è prevista in via automatica, o quasi, da parte del datore di lavoro con la retribuzione elargita nel mese di luglio 2022. Tuttavia, per poter usufruire di tale bonus, è necessario che il datore di lavoro riceva dal lavoratore una dichiarazione che attesti di non percepire già il bonus da un altro rapporto di lavoro o ad altro titolo. La norma però non specifica in modo pratico come deve essere predisposta la dichiarazione del dipendente, se in modo spontaneo da parte del lavoratore o tramite un modello fornito dal datore di lavoro. In tal caso, per evitare problemi futuri, l'opzione della distribuzione di un modello specifico da parte del datore di lavoro sembra essere la soluzione migliore.

L’Inps con il messaggio n. 2397 del 13/06/2022 ha menzionato l’ipotesi in cui più datori di lavoro si trovino ad erogare la predetta indennità allo stesso lavoratore. Si precisa, al riguardo, che l’importo indebitamente riconosciuto al lavoratore, ai fini del recupero, sarà suddiviso in parti uguali tra i diversi datori di lavoro interessati alla restituzione.

Il datore di lavoro, nelle denunce di competenza del mese di luglio 2022, potrà recuperare il credito maturato attraverso la denuncia UniEmens esponendo il codice elemento “L031”, avente il significato di “Recupero indennità una tantum articolo 31, comma 1 decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50” (si rimanda ancora al messaggio Inps n. 2397 del 13/06/2022).

Secondo vie ufficiose, l’Inps si sta confrontando con il Ministero del Lavoro per far sì che l’erogazione del bonus avvenga con la retribuzione del mese di luglio erogata entro la fine dello stesso mese o all’inizio del mese successivo, si resta, dunque, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell’istituto. Tale via risulta essere la più sensata anche per i datori di lavoro che così facendo non devono anticipare di un mese l’erogazione del bonus.

La peculiarità dell’indennità è l'erogazione una tantum che consiste nel pagamento straordinario dell'indennità che esclude la sua periodicità e ripetizione nel tempo (si rimanda alla rubrica “Il vocabolario del CDL” per approfondire). Il comma 3 dell'articolo 31 specifica che il bonus non è cedibile, sequestrabile, né pignorabile e non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

Come accennato all'inizio dell'approfondimento e in base a quanto enunciato all'articolo 32 del decreto in esame, vi sono altre categorie di lavoratori e non alle quali verrà riconosciuto il bonus in via automatica o su domanda dell'interessato.

Vediamoli nel dettaglio.

Da una parte troviamo coloro ai quali verrà riconosciuta l'indennità in modo automatico ovvero:

· i titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro;

· i lavoratori in NASPI o DISCOLL che hanno percepito per il mese di giugno 2022 le suddette prestazioni;

· i lavoratori percettori di disoccupazione agricola nel corso del 2022, di competenza del 2021;

· i lavoratori stagionali e dello spettacolo che nel 2021 siano stati beneficiari di una delle indennità previste dall'articolo 10, commi da 1 a 9 D.L. n. 41/2021, e dall'articolo 42 del D.L. n. 73/2021 (indennità riguardanti l'emergenza COVID-19);

· i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza.

Dall’altra coloro ai quali verrà riconosciuta previa apposita domanda ovvero:

· i lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro, alla data di entrata in vigore del presente decreto;

· i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con contratti attivi all'entrata in vigore del suddetto decreto, iscritti alla gestione separata e che abbiano reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l'anno 2021;

· i lavoratori stagionali, a tempo determinato e i lavoratori intermittenti che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate e che abbiano percepito dai suddetti rapporti un reddito non superiore ai 35.000 euro per l'anno 2021;

· i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che, nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e che abbiano percepito dai suddetti rapporti un reddito non superiore ai 35.000 euro per l'anno 2021;

· i lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali. Essi devono aver accreditato per il 2021 almeno un contributo mensile e l'iscrizione alla Gestione separata alla data di entrata in vigore del decreto;

· gli incaricati alle vendite a domicilio con un reddito superiore a 5.000 euro per l'anno 2021, in possesso di una partita iva attiva e iscritti alla Gestione separata al momento dell'entrata in vigore del decreto;

· i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali Inps che nel periodo d'imposta 2021 non abbiamo percepito un reddito complessivo superiore a 35.000 euro.

Infine, dopo aver elencato tutti i destinatari del bonus 200 euro, si rimanda sia al quesito, per chiarire gli aspetti tecnici dello stesso, che alla tabella semplificata, per una visione completa e schematica dei destinatari.


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