Gli obblighi del datore in materia di sicurezza si applicano anche nel caso di tirocinanti?

di Matilde Dell'Uomo


Fattispecie e principio di diritto

La sentenza della Corte di Cassazione n. 7093 del 3 marzo 2022 offre spunti di riflessione in merito all’introduzione in azienda di soggetti come i tirocinanti, spesso sottovalutati e non trattati come risorsa.

Il tirocinante è una figura che si pone al confine tra lo studente e il lavoratore, una figura di passaggio in azienda, spesso senza una vera collocazione e un corretto tutoraggio. Questa poca considerazione posta sulla figura del tirocinante potrebbe erroneamente portare a non riservare le stesse attenzioni, soprattutto in materia di salute e sicurezza, a cui il datore di lavoro invece è obbligato.

La Corte di Cassazione si è pronunciata in merito ad un infortunio avvenuto nella cantina di un’azienda agricola. Nella fattispecie la tirocinante, insieme al tutor, era stata incaricata di pulire un grosso tino e durante tale operazione si era ferita gravemente alla mano.

L’azienda ha escluso la propria responsabilità in merito all’infortunio accaduto, in quanto riteneva che la responsabilità fosse attribuibile esclusivamente all’ente promotore, come previsto dalla convezione stipulata.

Il giudice, invece, ha contestato al datore di lavoro di non aver dotato la tirocinante dei necessari dispositivi di protezione, essendo così il responsabile delle lesioni personali provocate. Inoltre, evidenziava che non era stata eseguita la preventiva valutazione del rischio e non era stata fatta l’adeguata formazione alla tirocinante. Pertanto, tali considerazioni fanno emergere, in capo al datore di lavoro, la responsabilità di lesioni colpose ai sensi dell’art. 590 c.p.

Viene, quindi, affermato dalla Corte di Cassazione il principio per cui il datore di lavoro è tenuto a osservare gli obblighi derivanti dal d.lgs. n. 81/2008, in materia di salute e sicurezza, anche nei confronti dei tirocinanti. Tale posizione si ritrova anche in precedenti sentenze della Cassazione penale: la sentenza n. 37314 del 27 settembre 2012 e la sentenza n. 52858 del 23 novembre 2018.


Motivazioni del giudice

Il giudice ha ritenuto applicabile l’art. 2 del d.lgs. n. 81/2008, che definisce “lavoratore” quale “(…)persona che indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari(…)” prosegue poi “al lavoratore così definito è equiparato: il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento (…)”.

Pertanto, la Corte di Cassazione in applicazione di tale articolo, ha equiparato, ai fini degli obblighi di salute e sicurezza, il tirocinante ad un lavoratore dipendente.

Inoltre, il giudice di Cassazione ha rilevato che, la responsabilità datoriale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, non può essere posta a carico dell’ente promotore. Il datore di lavoro come previsto dal d.lgs. n. 81/2008 ha precisi obblighi e non è possibile sostenere che l’esistenza di una convenzione con l’ente promotore possa esonerare il datore di lavoro dalle sue responsabilità nei confronti dei tirocinanti. L’INAIL prevede, inoltre, un regime assicurativo in merito ai tirocini formativi e anche per questo le convenzioni promosse da enti di formazione quali università o altre tipologie di enti, che pongono la responsabilità in capo all’ente stesso promotore, non hanno un fondamento giuridico.

Nella sentenza vengono puntualmente individuate le regole cautelari violate dal datore di lavoro derivanti dal d.lgs. n. 81/2008: l’omessa previsione del rischio a cui era esposto il lavoratore nella lavorazione di pulizia; l’omessa formazione e informazione sia del tutor che della tirocinante; l’omessa fornitura di idonei dispositivi di protezione.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’azienda e condanna la stessa al pagamento delle spese processuali e delle spese del giudizio di legittimità in favore della tirocinante.


Conclusione

Il giudice di Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro ha degli obblighi imposti per legge da rispettare nei confronti dei soggetti che svolgono un’attività lavorativa all’interno della sua organizzazione, sia che siano lavoratori subordinati sia che siano tirocinanti. Ha ritenuto, inoltre, che la responsabilità ricada sempre sul datore di lavoro, come soggetto responsabile in materia di salute e sicurezza, e non possa essere trasferita su altro soggetto.

Pertanto, anche con questa sentenza, si ribadisce l’equiparazione del tirocinante con il lavoratore dipendente in materia di salute e sicurezza, con la piena applicabilità del d.lgs. n. 81/2008.

L’inserimento di un tirocinante in azienda deve essere sottoposto ad una attenta valutazione da parte del datore di lavoro, in primo luogo perché è una figura da valorizzare all’interno dell’organizzazione lavorativa, in secondo luogo perché occorre rispettare tutti gli obblighi imposti per legge.

8 visualizzazioni0 commenti