Rapporti di lavoro in codatorialità: come funziona la comunicazione Unirete?


di Bianca Barbus


Con la nota n. 315 del 22 febbraio 2022 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali enuncia le nuove modalità di comunicazione dei rapporti di lavoro in regime di codatorialità, che dovrà effettuare l’impresa referente individuata nel contratto di rete stipulato ai sensi dell’articolo 3, comma 4-ter e sexies, D.L. n. 5/2009 convertito nella L. n. 33/2009.

I contratti di rete, ideati come forma di aggregazione tra imprese, permettono forme di collaborazione e cooperazione tra le stesse, che tuttavia rimangono indipendenti ed autonome. Lo scopo di tali contratti è di creare dei progetti in comune e di perseguire obiettivi condivisi, al fine di incrementare la competitività sui mercati e la capacità innovativa. Tra gli elementi che possono essere previsti in tali contratti vi è anche il regime di codatorialità, ossia la possibilità che le aziende stipulanti assumano insieme dei dipendenti, che dovranno prestare la propria attività lavorativa contemporaneamente per i datori di lavoro presenti nella rete.

La succitata nota del Ministero prevede che dal 23 febbraio 2022 le comunicazioni di inizio, trasformazione, proroga e cessazione della codatorialità nell’ambito di un contratto di rete vengano effettuate attraverso il modello Unirete accessibile dal sito www.servizi.lavoro.gov.it. Con riguardo ai rapporti di lavoro in codatorialità già in essere alla predetta data, è stato possibile effettuare, in via sanatoria, le comunicazioni entro il giorno 24 marzo 2022 compreso.

I nuovi adempimenti comunicativi devono essere effettuati da un’unica impresa retista, la quale è stata a suo tempo individuata come referente nel contratto di rete. Ai fini dell’abilitazione all’invio di tali comunicazioni, l’impresa referente deve, direttamente o tramite il proprio Consulente del Lavoro, allegare il contratto di rete, comprensivo delle regole di assunzione che disciplinano la codatorialità da cui risulti l’elenco delle imprese codatrici e l’individuazione dell’impresa referente.

Con il modello Unirete di assunzione l’impresa referente può comunicare i dati relativi ai nuovi rapporti di lavoro rientranti nel regime di codatorialità.

Per i lavoratori neoassunti in regime di codatorialità dovrà essere individuato un datore di lavoro di riferimento in capo al quale sono ricondotti gli obblighi di registrazione delle prestazioni lavorative sul libro unico del lavoro nonché gli adempimenti previdenziali e assicurativi. Si evince quindi che il trattamento previdenziale ed assicurativo del lavoratore in codatorialità viene sempre definito in base alla classificazione dell’impresa indicata nella comunicazione come datore di lavoro di riferimento.

I dati richiesti sono i medesimi previsti nell’ordinario modello Unilav, con una specifica ulteriore sulle mansioni svolte dal lavoratore. Il contratto collettivo di lavoro applicato al lavoratore sarà quindi quello del datore di lavoro di riferimento.

Giova ricordare che il lavoratore, sebbene assunto in codatorialità, deve essere adibito ex art. 2103 c.c. presso ciascun codatore alle mansioni dichiarate nella comunicazione e nel contratto di assunzione oppure a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento.

Si segnala che l’impresa referente per le comunicazioni non è automaticamente individuata quale datore di lavoro di riferimento del lavoratore. Ed infatti tale coincidenza non può esserci in tutti i casi in cui il rapporto di lavoro preesistente al contratto di rete sia stato instaurato con un’impresa diversa da quella referente per le comunicazioni.

Il modello Unirete di trasformazione deve essere inviato nei vari casi di trasformazione del rapporto di lavoro, tra cui trasferimento o distacco.

In particolare, con riferimento all’istituto del distacco, va specificato se l’invio del lavoratore sia verso imprese non appartenenti alla rete o se avvenga verso imprese retiste non rientranti tra i soggetti codatori.

Il modello Unirete di proroga viene utilizzato solo qualora il rapporto a termine venga prorogato oltre la scadenza inizialmente stabilita.

Il modello Unirete di cessazione è da inviare nelle ipotesi in cui cessi il regime di codatorialità a seguito del venir meno della rete, per la fuoriuscita dal contratto di rete dell’impresa di riferimento dei rapporti di lavoro.

Vi può essere anche il caso della cessazione del singolo rapporto di lavoro del lavoratore in codatorialità. Nel caso di cessazione dell’intera rete, l’impresa referente comunica la chiusura di tutti i rapporti dei lavoratori in codatorialità e per effetto di tale comunicazione cesseranno quelli relativi ai lavoratori assunti e impiegati in comune.

Per i lavoratori già in forza, invece, la cessazione della rete, comunicata attraverso il modello Unirete apposito, determina soltanto la conclusione del regime di codatorialità. Il rapporto di lavoro prosegue con il datore di lavoro originario il quale, ove voglia recedere dal rapporto di lavoro, ha il dovere di procedere all’invio del modello Unilav di cessazione. Le stesse indicazioni valgono in caso di dimissioni del lavoratore in codatorialità.

L’impresa referente per le comunicazioni telematiche relative alla codatorialità è l’unica responsabile per eventuali omissioni riferite a dette comunicazioni, potendo andare incontro alla sanzione amministrativa ex art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 276/2003, prevista in via ordinaria per le violazioni inerenti tutte le tipologie di comunicazioni telematiche al Centro per l’impiego.

A conclusione, si ricorda che nell’ambito dei contratti di rete con previsione di codatorialità vige il regime della solidarietà, nonostante gli adempimenti concernenti le comunicazioni Unirete siano formalmente riservati ad un’unica impresa. Sorge in capo a tutti i codatori l’obbligo di corrispondere al lavoratore la retribuzione dovuta e di provvedere ai versamenti previdenziali. Ne consegue che l’adempimento degli obblighi connessi al rapporto di lavoro può essere richiesto, per l’intero, a ciascun codatore fermi restando poi, internamente alla rete, eventuali accordi in merito al regresso.

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