Lavoro autonomo occasionale e nuova comunicazione obbligatoria: risposte a domande frequenti

di Mattia Agosta


Com’è noto recentemente il legislatore ha istituito la nuova comunicazione obbligatoria di avvio dei rapporti di lavoro autonomo occasionale, riportando alla luce alcuni quesiti ai quali spesso, nell’utilizzare tale forma contrattuale, non si pone abbastanza attenzione col rischio di non regolarizzare il lavoratore nel modo corretto.


Il primo di questi quesiti, a cui è opportuno rispondere, è che cos’è un rapporto di lavoro autonomo occasionale? È quel rapporto lavorativo inquadrato nell’articolo 2222 c.c., dove la prestazione viene resa dalla persona che si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e, ovviamente, senza vincolo di subordinazione.


Più comunemente conosciuti come quei rapporti lavorativi dove le due parti sono rappresentate da un committente e da un lavoratore non subordinato che emette una ricevuta di pagamento al committente, sulla quale viene applicata la ritenuta d’acconto del 20%. Rapporto dove il lavoratore non è obbligato all’iscrizione alle forme previdenziali obbligatorie sino al limite reddituale di euro 5000 annui. Superati, il contribuente è obbligato all’iscrizione alla gestione separata INPS.


In quest’ultimo caso il legislatore ha disposto, con l’introduzione dell’articolo 44, comma 2, D.L. n. 269/2003, l’iscrizione alla gestione separata ma solo per i redditi fiscalmente imponibili superiori a euro 5000 nell’anno solare considerando la somma di tutti i compensi ricevuti da uno o più committenti, applicando, ai fini del calcolo dei contributi da versare, l’aliquota del 33,72% (nel caso dell’anno 2022 come disposto dalla Circolare Inps n. 25 dell’11 febbraio 2022), sempre suddivisa in un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente.

È errato, infatti, pensare al limite di euro 5000 come un tetto entro il quale il lavoratore si possa definire occasionale, ma rappresenta solamente una soglia di rilevanza ai fini contributivi: il carattere occasionale della prestazione non esclude una esecuzione lunga o laboriosa con conseguente compenso di notevole entità.


Per poter procedere all’iscrizione alla gestione separata INPS, come meglio dettagliato nella Circolare dell’Istituto n. 103/2004, si devono applicare le medesime regole previste per i collaboratori coordinati e continuativi, con la particolarità, come già esaminato in precedenza, che l’iscrizione è prevista soltanto allorché gli emolumenti percepiti nell’arco dell’anno solare (quindi nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre) superino l’importo di euro 5000 ed a decorrere da tale momento.

Conseguentemente i contributi devono essere versati con le stesse modalità e termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi: entro il 16 del mese successivo al relativo pagamento, utilizzando il modello F24, inserendo le causali contributo CXX o C10, a seconda che si tratti di lavoratori privi di altra tutela previdenziale o di lavoratori iscritti ad altra gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione.

In entrambi i casi (superamento o non superamento del limite di euro 5000), il committente non è tenuto ad iscrivere all’INAIL il lavoratore autonomo occasionale.


Ma chi è un lavoratore autonomo occasionale? Leggendo tale quesito la risposta è facilmente intuibile: è quel lavoratore che rispetta i due requisiti fondamentali di autonomia e occasionalità nell’eseguire la prestazione lavorativa.

Dal punto di vista dell'autonomia, tale tipologia contrattuale deve essere ricondotta ad un vero e proprio lavoro autonomo, come se fosse un lavoratore possessore di Partita Iva, e pertanto non vi deve essere alcun vincolo di subordinazione. Il lavoratore deve auto-organizzare il proprio lavoro, deve, in linea generale, utilizzare i propri mezzi e concordare il compenso con il committente.

Il secondo requisito, quello dell'occasionalità, individua la prestazione svolta dal lavoratore come una prestazione non abituale e non ripetitiva del tempo. Non vi è un limite massimo di prestazioni che possono essere rese nel corso dell'anno ma, come già detto, si deve trattare di prestazioni occasionali, conseguentemente maggiore è il numero di incarichi, maggiore sarà il rischio che le prestazioni non possano rientrare nella definizione di occasionalità. Potrebbe essere il caso in cui un'attività venga ripetuta più volte nel corso dell'anno anche se con un numero minimo o nel caso in cui la stessa attività venga svolta per più committenti anche se con guadagni modesti.


Per meglio comprendere chi è il lavoratore autonomo occasionale è opportuno fare alcuni esempi:


➢ Colui che crea un sito Internet, ovviamente se fatto in maniera occasionale (altrimenti si dovrà prevedere l’apertura di una partita IVA), può rientrare nel caso del lavoratore autonomo occasionale;

➢ L'attività resa da chi si occupa di tradurre un testo può utilizzare la forma contrattuale del lavoratore autonomo occasionale. Può essere, a titolo di esempio, il caso di un docente universitario in lingue straniere, che viene incaricato di tradurre un testo. In tal caso si potrà utilizzare la forma del lavoratore autonomo occasionale con conseguente emissione della nota di pagamento;

➢ Può essere definito lavoratore autonomo occasionale, colui che per un singolo evento (e quindi senza abitualità) si presta come fotografo;

➢ Un altro degli esempi più classici può essere l’esperto in un determinato argomento o in una materia che si occupa di:

o Fare da relatore ad un convegno

o Fare da insegnante ad un corso di formazione

o Scrivere un libro

➢ Anche l’individuo che si occupa di creare contenuti video o fotografici può essere un lavoratore autonomo occasionale. Immaginiamo un giovane che si occupa di creare un video pubblicitario per l’azienda del padre, in tal caso ricorrerebbero entrambi i requisiti di autonomia ed occasionalità.


Ma tornando ad oggi le domande più frequenti riguardano la nuova comunicazione obbligatoria: come e quando devo effettuare la comunicazione? Quali sono i rapporti soggetti all’obbligo? La risposta deve essere ricercata nell’articolo 13 del D.L. 146/2021, convertito in L. 215/2021, e nelle relative note operative redatte dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro[1].


Il nuovo obbligo introdotto dalla suddetta norma interessa esclusivamente i committenti che operano in qualità di imprenditori, quindi coloro, come sancisce l’art. 2082 c.c., che esercitano

professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Proprio su questo punto, si sofferma la nota Prot. n. 109 del 27 gennaio 2022 emanata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che nel ribadire come la nuova comunicazione sia un onere riservato a coloro che svolgono l’attività in qualità di imprenditori, esclude chiaramente da tale obbligo gli enti pubblici, la pubblica amministrazione, le società sportive dilettantistiche e le associazioni sportive dilettantistiche oltre che gli studi professionali ove non siano organizzati in forma d’impresa.

L’INL ci viene in aiuto anche per definire quali siano i lavoratori non soggetti all’obbligo di comunicazione: infatti, la nota Prot. n. 29 dell’11 gennaio 2022, esclude, oltre ai rapporti di natura subordinata, anche di collaborazione coordinata e continuativa, le professioni intellettuali oggetto dell’articolo 2229 c.c. e tutte le attività di lavoro autonomo assoggettate al regime Iva.

La stessa nota accomuna la nuova CO per i lavoratori autonomi occasionali a quella già prevista per il lavoro intermittente, e pertanto stabilisce che la stessa debba essere inviata prima dell’inizio della prestazione lavorativa, con modalità telematica, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di competenza ove si svolge la prestazione lavorativa.

A far data da lunedì 28 marzo 2022 il Ministero del Lavoro, sul proprio portale servizi ha attivato una nuova applicazione che consente di effettuare la comunicazione obbligatoria dei rapporti di lavoro autonomo occasionale, prima trasmissibile solo a mezzo e-mail.


Il modulo telematico previsto dal Ministero del Lavoro dovrà contenere i seguenti elementi minimi:

➢ I dati del committente (ragione sociale, sede legale, C.F./Partita Iva);

➢ I dati del lavoratore autonomo occasionale (nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza, dati del documento di identità ed il C.F.);

➢ Una sintetica descrizione dell’attività;

➢ L’ammontare del compenso (solo qualora stabilito al momento dell’incarico);

➢ La data di avvio delle prestazioni occasionali;

➢ L’indicazione della sede dove verrà svolta la prestazione;

➢ L’arco temporale entro il quale potrà considerarsi compiuta l’opera o il servizio (scegliendo tra 7, 15 o 30 giorni).


Nell’ipotesi in cui l’opera o il servizio non sia compiuto nell’arco temporale indicato nell’ultimo punto, sarà necessario effettuare una nuova comunicazione.


Qualora manchino i dati suindicati, la comunicazione sarà considerata omessa dall’Ispettorato del Lavoro e sarà applicata la relativa sanzione amministrativa.


Una comunicazione già trasmessa potrà essere annullata, ovvero potranno essere modificati i dati ivi inseriti, in qualunque momento antecedente all’inizio dell’attività del prestatore.


Ma come si deve procedere in caso di malfunzionamento del portale ministeriale? Sul tema interviene l’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la nota Prot. 881 del 22 aprile 2022, prevedendo, al fine di salvaguardare la possibilità di adempiere all’obbligo di comunicazione anche in caso di malfunzionamento del sistema, di consentire l’invio delle comunicazioni obbligatorie di avvio dei rapporti di lavoro autonomo occasionale anche a mezzo posta elettronica, utilizzando gli indirizzi già citati nella nota dell’11 gennaio 2022. Prevedendo così anche una sorta di modello UNIURG anche per i lavoratori autonomi occasionali.


Tuttavia, l’ITL non limita esplicitamente l’utilizzo della suddetta modalità ai casi di malfunzionamento del sistema online, rimettendo alle aziende committenti la scelta sullo strumento da utilizzare per adempiere all’obbligo di comunicazione. I committenti, però, dovranno porre molta attenzione perché l’ITL ritiene opportuno inserire le aziende che utilizzano la suddetta modalità (e-mail) in una sorta di “black list”. Pertanto, eventuali verifiche che gli uffici dell’ispettorato vorranno attivare saranno effettuate prioritariamente nei confronti dei committenti che abbiano utilizzato la posta elettronica quale strumento per adempiere all’obbligo di invio della comunicazione.


Ad ultimo è anche opportuno rispondere alla domanda cosa succede se non viene inviata la comunicazione? In caso di violazione dei suddetti obblighi di comunicazione viene applicata una sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 2500 in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione. La sanzione potrà essere applicata anche nel caso in cui il rapporto di lavoro si protragga oltre il termine inizialmente indicato nella comunicazione originaria senza che si sia provveduto ad inviarne una nuova.


Inoltre, il rischio per il committente che non provvede all’invio della comunicazione obbligatoria diventa ancora maggiore in caso di accesso ispettivo. Infatti, se il personale ispettivo individuasse un lavoratore autonomo occasionale per il quale non sia stata preventivamente inviata la relativa comunicazione, quest’ultimo sarà computato nel limite del 10% dei lavoratori presenti ai fini della sospensione dell’attività imprenditoriale.

[1]1) Nota prot. n. 573 del 28 marzo 2022 - comunicazione lavoratori autonomi occasionali – termine periodo transitorio 2) nota prot. n. 393 del 1°marzo 2022 - integrazione FAQ del 27 gennaio 2022 3)nota prot. n.109 del 27 gennaio 2022 - ulteriori chiarimenti 4) nota prot. n. 29 dell'11 gennaio 2022 - obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali


58 visualizzazioni0 commenti