Questa volta non si scappa? Anche io in regime forfettario devo fare la fattura elettronica?


di Mattia Agosta

“Buongiorno, anche io che rientro nel cd. regime forfettario non rientro più tra i soggetti esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica? Come mi devo comportare adesso? Cosa cambia rispetto a prima?”

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L'obbligo di fatturazione elettronica in Italia trova le sue fondamenta nell’art. 1, commi da 209 a 214 l. n. 244/2007 (Legge Finanziaria del 2008), che introduce la necessità di emissione, trasmissione, conservazione ed archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le pubbliche amministrazioni esclusivamente in forma elettronica.

È necessario fare un balzo in avanti di oltre 10 anni, arrivando al d.l. n. 119/2018, che stabilisce, a partire dal 1 gennaio 2019, l'obbligo di trasmettere in formato elettronico tutte le fatture emesse a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia. L’obbligo di fattura elettronica diviene vincolante/inderogabile sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione del servizio sia effettuata tra due operatori IVA, sia nel caso in cui sia effettuata da un operatore IVA verso un consumatore finale.

La suddetta disposizione normativa esonerava dall’emissione della fattura elettronica le imprese e lavoratori autonomi che rientravano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all'art. 27, commi 1 e 2, del d. l. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 111/2011) e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” (di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della l. n. 190/2014). A tali categorie di operatori si possono aggiungere i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Tuttavia, venendo all'oggetto del quesito, la musica cambia con l'introduzione dell’art. 18 del d.l. n. 36/2022 che, a far data dal 1 luglio 2022, allarga la platea dei soggetti obbligati all'emissione della fattura elettronica anche a coloro che operano in regime forfettario o di vantaggio. Rimangono, comunque esclusi dal suddetto obbligo coloro che, in regime forfettario, hanno percepito ricavi o compensi nell'anno 2021 inferiori a € 25.000 o i professionisti che hanno aperto la partita IVA dopo il 1 gennaio 2022. Salvo nuovi interventi del legislatore, tali soggetti saranno obbligati a partire dal 1 gennaio 2024.

Per dar modo ai contribuenti soggetti al nuovo obbligo di potersi adeguare, per il primo trimestre del periodo di imposta 2022 (luglio-settembre 2022), non saranno applicate sanzioni se la fattura elettronica viene emessa entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

Al fine di generare la fattura elettronica è necessario utilizzare il software ritenuto più adeguato che generi la fattura stessa nel linguaggio XML in modo che possa essere inviata al Sistema di Interscambio (SDI). Tuttavia, soprattutto per i contribuenti che emettono un ridotto numero di fatture nel corso dell'anno, è possibile utilizzare il software gratuito messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate alla sezione fatture e corrispettivi del portale online dell'agenzia oppure tramite l'applicazione disponibile per dispositivi Android e iOS “FatturAE”.

Oltre al mero passaggio del documento fattura da cartaceo a digitale, il contribuente soggetto al recente obbligo deve tenere presente due importanti novità: nella compilazione della fattura elettronica dovrà inserire il cosiddetto codice destinatario o codice univoco, che identifica il destinatario (nel caso sia un’azienda o una partita IVA) e aiuta il Sistema di Interscambio a recapitare la fattura; Il contribuente non dovrà più applicare il bollo tradizionale (cartaceo) sulla fattura, ma questo sarà esclusivamente digitale ed il relativo importo dovrà essere versato tramite modello F24 trimestralmente.


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