Ultimi aggiornamenti in merito alla deduzione del costo del lavoro ai fini IRAP (d.l. n. 73/2022)


Decreto Semplificazioni 2022: novità sulla deduzione del costo del lavoro ai fini IRAP

di Fabio Caliendo e Eleonora Zambon


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Semplificazioni del 21 giugno 2022 (d.l. n. 73/2022), vengono apportate molteplici modifiche a determinate procedure fiscali con il fine principale di snellire la burocrazia delle complesse procedure tra fisco e contribuente.

Tale Decreto ha introdotto novità in merito alle imposte dirette e indirette che colpiscono l’utilizzo del reddito. Uno dei punti più importanti toccati dal Decreto riguarda, senza dubbio alcuno, le novità in materia di deduzioni nell’ambito della dichiarazione IRAP delle attività d’impresa.

Prima di analizzare le novità introdotte dal Decreto Semplificazioni è opportuno spiegare brevemente cos’è l’IRAP e chi sono i soggetti passivi obbligati al suo versamento.

L’IRAP, ovvero l’imposta regionale sull’attività produttiva, colpisce qualsiasi attività d’impresa esercitata in modo professionale e autonomamente organizzata, il cui “core-business” concerne alla produzione e scambio di beni e servizi (art. 2, d.lgs. n. 446/1997).

La platea risulta essere abbastanza ampia, infatti la normativa prevede che l’esercizio di un’attività d’impresa sotto forma di società costituisce in ogni caso presupposto d’imposta. Pertanto anche le associazioni tra professionisti, in quanto esse stesse equiparate a società semplici che esercitano un’arte o professione, generano effettivamente un reddito d’impresa che fa capo alla società stessa e non ai singoli, rispecchiando in pieno il suddetto presupposto d’imposta.

Da sottolineare inoltre, come previsto dalla legge di bilancio del 2022, che dal relativo periodo d’imposta rimangono escluse dall’imposizione di tale tributo le persone fisiche che svolgono un’arte o professione, invece resta tutto invariato per le società e per le associazioni a stampo commerciale con finalità lucrative.

L’IRAP è un’imposta regionale che colpisce il reddito prodotto (dei soggetti sopra citati) nel territorio dello Stato e, in particolare, spetta alla Regione nel cui territorio l’attività viene esercitata. Nel caso di un’attività esercitata in più regioni sono previste specifiche modalità per stabilire l’assoggettamento a IRAP per ogni regione.

Come stabilito dall’art. 12, co. 1, d.lgs. n. 446/1997, nel caso di soggetti residenti in Italia esercitanti però l’attività produttiva anche all’estero, la quota di base imponibile attribuibile al territorio estero rimane esente dall’IRAP per la mancanza del presupposto territoriale. Tuttavia è necessario che il soggetto passivo abbia esercitato l’attività produttiva per almeno tre mesi. Nella generalità dei casi trovano applicazione le Convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni.

Lo stesso presupposto vale per i soggetti non residenti in Italia che svolgono l’attività produttiva in una regione italiana. Anche in questo caso, l’imposta troverà applicazione quando l’esercizio dell’attività della stessa, sia prolungato per un periodo superiore ai tre mesi tramite una stabile organizzazione

La base imponibile dell’imposta, in linea generale, si determina considerando il “valore della produzione netta”, data dalla differenza tra gli elementi positivi di reddito e i “costi della produzione” ossia gli elementi negativi di reddito.

Bisogna tenere ben presente che vi sono dei ricavi esclusi e dei costi non deducibili che generano una cosiddetta “variazione”, in aumento o diminuzione, della base imponibile IRAP, su cui, una volta determinata, sia andrà ad applicare un’aliquota scelta dalla regione dove ha sede l’attività d’impresa (3,90% è l’aliquota generale, ma ogni regione ha la facoltà di variarla in aumento o diminuzione fino ad un punto percentuale). Se l’attività è svolta nel territorio di più regioni, occorrerà stabilire alcune regole particolari per fissare la parte di imponibile di competenza di ogni regione, come stabilito dall’art. 4 d.lgs. n. 446/1997.

I soggetti obbligati dovranno presentare telematicamente il modello IRAP annuale, i cui termini di presentazione variano a seconda del settore di attività e delle categorie dei soggetti passivi.

Con il recente “Decreto Semplificazioni”, il legislatore ha modificato le disposizioni riguardanti le deduzioni dei costi del personale dipendente dalla base imponibile dell’IRAP. In modo particolare viene prevista l’integrale deducibilità del costo dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Inoltre, a seguito delle modifiche apportate al d.lgs. n. 446/1997, ai lavoratori a tempo determinato potranno essere applicate le seguenti deduzioni:

  • La deduzione per i contributi INAIL e per le spese per apprendisti, disabili e per il Contratto di Formazione Lavoro (c.d. CFL),

  • La deduzione di 1.850 euro, per le attività d’impresa che hanno un valore della produzione non superiore a 400.000 euro (per un massimo di 5 anni).

Anche per i lavoratori stagionali sono previste novità: è ammessa una deduzione al 70% dei relativi costi del lavoro, a patto che siano stati impiegati per almeno 120 giorni in due periodi d’imposta presso la medesima attività d’impresa.

Come stabilito dal d.l. n. 73/2022 le novità sono applicabili dal periodo d’imposta precedente a quello in cui lo stesso è entrato in vigore, ovvero dal 2021.

In modo sostanziale si può affermare che, in seguito alle ultime disposizioni previste dal suddetto Decreto legge, vengono “ampliate” le deduzioni riguardanti i costi sostenuti dall’attività d’impresa per il personale dipendente, generando così maggior “benefici fiscali” sull’imposta regionale per le attività produttive.




L’IRAP si applica a:

:

  1. Persone fisiche titolari di reddito di impresa (esclusi i “forfettari”)

  2. Persone fisiche titolari di reddito di lavoro autonomo ma non conseguito occasionalmente o tramite contratti di co.co.co.

  3. Società in nome collettivo, in accomandita semplice e assimilate

  4. Società semplici che esercitano arti e professioni e associazioni professionali

  5. Soggetti IRES: società ed enti commerciali residenti, trust; società ed enti di ogni tipo con o senza personalità giuridica non residenti

  6. Enti non commerciali, pubblici e privati e amministrazioni pubbliche


L’IRAP non si applica a:

  1. Fondi pensione, fondi d'investimento

  2. Gruppi economici di interesse europeo

  3. Incaricati di vendita a domicilio

  4. Incaricati che esercitano attività agricola, cooperative e consorzi

  5. Società semplici titolari di redditi derivanti dalla concessione in affitto della propria azienda agricola

  6. In generale a tutti i soggetti passivi che non svolgono un’attività produttiva priva di un’autonomia organizzativa




Box per ulteriori approfondimenti:

  • D.l. n. 73/2022, il c.d. “Decreto Semplificazioni”;

  • Art. 2, d.lgs. n. 446/1997;

  • Art. 12, co. 1, d.lgs. n. 446/1997;

  • Art. 4 d.lgs. n. 446/1997;

  • D.lgs. n. 446/1997;

  • Memento Pratico, Fiscale”, Ipsoa – Francis Lefebvre, Milano, 2017, pp. 611 – 633

15 visualizzazioni0 commenti