Congedo straordinario e malattia: come ci si deve comportare?

di Giulia Mazzola

“Buongiorno, se durante la fruizione del congedo straordinario insorge la malattia, come ci si deve comportare?

Nel caso specifico la dipendente, assunta a tempo indeterminato, ha presentato domanda di congedo straordinario con periodo da inizio marzo 2022 a fine agosto 2022.

Il 12 agosto è stata ricoverata in ospedale e successivamente è andata in malattia con prognosi fino al 9 settembre”



L’articolo 42, comma 5, D. Lgs. 151/2001 consente un periodo di congedo di durata massima pari a due anni nell'arco della vita lavorativa del dipendente per l’assistenza di un familiare portatore di handicap grave.

La Circolare INPS n. 28 del 28/02/2012 specifica l’ordine tassativo di priorità da seguire nella richiesta del congedo:

1. coniuge convivente;

2. padre o madre anche adottivi o affidatari, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o del partner unito civilmente;

3. figli conviventi in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti dei genitori;

4. fratelli o sorelle conviventi in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi;

5. un parente o affine di terzo grado nel caso in cui i fratelli o le sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Il lavoratore richiedente ha diritto a percepire un’indennità con riferimento alle voci fisse e continuative dell’ultima retribuzione fino ad un massimo annuo complessivo, per il 2022, di 49.664,00 Euro.

L’indennità, nella maggior parte dei casi, è anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS e recuperata tramite il sistema dei conguagli contributivi.

La Circolare INPS n. 64 del 15/03/2001 precisa che gli eventi che “potrebbero giustificare una astensione dal lavoro” non determinano la sospensione del congedo straordinario.

Esclusivamente in caso di malattia e di maternità, è data facoltà al lavoratore di interrompere la fruizione del congedo e di andare in malattia: la sospensione però non avviene in automatico, ma è subordinata alla volontà del dipendente che deve darne comunicazione al datore di lavoro e all’Istituto Previdenziale tramite dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

A seconda della scelta del lavoratore si presentano due distinte ipotesi:

1. la prosecuzione del congedo straordinario secondo quanto indicato nella domanda presentata all’INPS;

2. l’interruzione del congedo straordinario in favore di quello per malattia.

In questo ultimo caso, il dipendente ha la possibilità di usufruire del periodo di congedo residuo presentando una nuova domanda.

L’indennità di malattia segue poi le regole ordinarie: è riconosciuta se tra l'inizio del congedo straordinario e l’evento morboso, non sono trascorsi più di 60 giorni o due mesi (se il conteggio risulta più favorevole); nel caso contrario è possibile andare in malattia ma, per il periodo, non è prevista alcuna indennità.

In questo caso specifico la dipendente era in congedo straordinario da inizio marzo ed in malattia dal 12 agosto: se ha deciso di interrompere il congedo, quindi non ha diritto all’indennità c/INPS, essendo trascorsi più di 60 giorni (e anche più di due mesi) dalla sospensione del lavoro.

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