Come affronto con serenità il mio primo caso di controllo ispettivo?

di Bianca Barbus


Caro praticante/neoconsulente, durante il tuo cammino ti capiterà sicuramente prima o poi di dover affrontare un controllo ispettivo presso un cliente. Niente panico! Oggi noi giovani praticanti e Consulenti del Lavoro vogliamo darti qualche indicazione su tale vicenda e dei consigli per affrontarla con serenità.


Innanzitutto, che cos’è un’ispezione? Si tratta di un’attività di accertamento svolta in azienda da parte degli organi di vigilanza (in questo caso facciamo riferimento all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ma potrebbe essere anche l’ASL, l’INPS ecc…) volta a verificare eventuali inosservanze della legislazione lavoristica e previdenziale.

Come anticipato, in questo contenuto cerchiamo di fornirti delle indicazioni di massima, una sorta di “cassetta degli attrezzi” che puoi far tua per avere un’idea generale di come si svolge solitamente un’ispezione.

Ovviamente ti invitiamo a integrare questi spunti con ulteriore e dettagliato studio della normativa, dottrina e della giurisprudenza.


La prima domanda che tanti datori di lavoro si pongono nel momento in cui arrivano degli ispettori in azienda è: “Chi li ha mandati?”. Probabilmente se tu sarai il professionista di fiducia di un’azienda che riceve un’ispezione ti chiederanno questa cosa. La verità è che, a dispetto di quanto si sente spesso dire, le ispezioni sono effettuate per lo più a campione tramite una programmazione interna degli organi di vigilanza e le casistiche in cui qualcuno si rivolge agli enti per richiedere un’ispezione sono piuttosto residuali. Puoi quindi provare a sfatare questo luogo comune e comunicare quanto sopra al tuo cliente, ricordandogli inoltre che, anche qualora l’ispezione fosse stata richiesta da qualcuno, non potrebbe sapere da chi.


Durante il primo accesso ispettivo in azienda è fondamentale che l’ispettore si identifichi preventivamente esibendo il proprio tesserino di riconoscimento. Presta particolare attenzione a questo particolare: in mancanza del tesserino l’ispettore non può procedere! Puoi quindi consigliare al tuo cliente di accertarsi che l’identificazione sia avvenuta come di dovere e, qualora manchi il tesserino dell’ispettore, può chiedergli di allontanarsi e ripresentarsi solo qualora ne sia munito. Ricorda però che qualora gli ispettori siano più di uno e soltanto uno o alcuni siano sprovvisti del tesserino, l’ispezione può realizzarsi per opera di coloro che si sono identificati correttamente.


L’ispettore comunica al datore di lavoro che ha la facoltà di farsi assistere dal proprio professionista di fiducia. A questo punto, quindi, il cliente potrebbe chiamarti oppure no. Ricorda che si tratta di una mera facoltà, in quanto l’ispezione può proseguire regolarmente anche in assenza del Consulente del Lavoro o del legale dell’azienda o di qualsiasi altro professionista.


Può capitare che il datore di lavoro si indispettisca perché l’ispezione arriva in un momento concitato della giornata lavorativa. Pensiamo, ad esempio, al ristorante che durante il servizio della cena è colmo di clienti e in quel momento arriva l’ispettore. Devi, in questo caso, comunicare al tuo cliente che l’ispettore agisce in tal modo perché ovviamente ha interesse a recarsi in azienda proprio durante l’orario di lavoro, dato che è durante l’apertura del locale che può raccogliere informazioni, parlare con i dipendenti e in sostanza svolgere il proprio dovere. L’ispettore è comunque tenuto a creare il minor disagio possibile allo svolgimento delle attività dell’azienda durante l’ispezione, ed è proprio per questo motivo che nel caso di aziende di grandi dimensioni o con molto personale vedrai arrivare un gruppo di ispettori numeroso, volto appunto a ridurre il più possibile la durata dell’attività ispettiva. Può anche capitare che l’ispezione non termini con un singolo accesso in azienda, ma richieda anche degli accessi successivi. Ti consigliamo pertanto di cercare di calmare il tuo cliente, che può essere scosso o infastidito, spiegandogli che, collaborando attivamente e rispondendo alle richieste dell’ispettore, l’accesso si riduce al minimo possibile in termini di tempo e invadenza sull’attività.


Nel corso dell’ispezione viene richiesto innanzitutto al datore di lavoro e ai dipendenti di identificarsi, in seguito l’accertamento può riguardare numerose e svariate attività. Ne indichiamo alcune per darti un’idea:

  • assunzione di informazioni dal datore;

  • acquisizione di dichiarazioni dei lavoratori;

  • ispezione di cose e luoghi (diversi dalla dimora privata);

  • acquisizione di rilievi segnaletici, descrittivi, fotografici;

  • sequestro cautelare di cose che potrebbero, eventualmente, essere oggetto di confisca amministrativa;

  • rilevazione delle presenze e controllo del LUL;

  • esame circa l’applicazione esatta dei contratti di lavoro;

  • esame della documentazione contabile e fiscale.


Tieni conto che molte informazioni ormai digitalizzate e relative al personale sono già in mano agli ispettori nel momento in cui arrivano in azienda. Ad esempio, le comunicazioni unilav vengono consultate preventivamente e al momento dell’accesso in azienda l’ispettore è solito fare una conta delle teste presenti: qualora dal conteggio risulti un eccessivo numero di lavoratori, risulta lampante agli occhi degli ispettori che, con ogni probabilità, nel caso di specie ci si trova di fronte ad una potenziale casistica di lavoro irregolare.


Ricordati che durante l’acquisizione delle dichiarazioni dei lavoratori il datore di lavoro viene invitato ad allontanarsi, ciò ovviamente a tutela del lavoratore, affinché possa esprimersi liberamente senza alcuna pressione psicologica. Spesso gli ispettori chiedono ai dipendenti di sottoscrivere quanto dichiarato, anche se, in realtà, sia il datore che i lavoratori non sono tenuti a firmare in calce le proprie dichiarazioni. Qualora si pervenga ad un giudizio, i dipendenti verranno infatti ascoltati dal giudice e soltanto in quel momento, nel corso del giudizio, si sarà formata la prova.


Gli accertamenti effettuati dal personale di vigilanza devono poi essere obbligatoriamente verbalizzati. Il verbale contiene tutti gli elementi raccolti e, affinché in un eventuale giudizio possa poi portare alla formazione della prova, deve essere particolarmente dettagliato, ricco di particolari e veritiero. Capita che alcuni verbali siano lunghi e di difficile comprensione per datore e lavoratori, che se ne lamentano, in verità ciò è dovuto al fatto che nella redazione vengono spesso utilizzati tecnicismi: non dimenticare che comunque, in un eventuale giudizio, non è direttamente il verbale ad essere la prova. Puoi pertanto rassicurare il tuo cliente e i suoi dipendenti dicendogli che in sede di giudizio possono liberamente esporre senza alcun impedimento le proprie ragioni, che vanno ben oltre il gergo tecnico risultante dal verbale.


Qualora vengano riscontrate delle irregolarità durante l’attività di ispezione, queste vengono contestate direttamente nel verbale e possono dar luogo a diverse sanzioni. Rimandando ad uno studio della normativa in merito, è fondamentale che tu sappia che ci sono delle casistiche, legate ai temi della salute e sicurezza sul luogo di lavoro e del lavoro irregolare, da cui, in seguito alla violazione delle norme, consegue il provvedimento di sospensione dell’attività. La ratio legis è quella per cui tali violazioni sono così gravi e pericolose per i lavoratori da non poter permettere il prosieguo dell’attività finché la situazione resta invariata. In questo caso, l’organo ispettivo non ha potere discrezionale: qualora si ravvisi la violazione, deve obbligatoriamente irrogare la sospensione. Qualora ci si trovi in circostanze particolari per le quali l’attività posta in essere dall’azienda non può bloccarsi di punto in bianco (pensiamo, ad esempio, ad un cantiere edile che sta ricostruendo un pezzo di strada in cui era sorta una voragine), l’ispettore commina comunque la sanzione della sospensione, ma la stessa diventa operativa solo nel momento in cui il lavoro in questione sia in una condizione tale da non costituire un potenziale pericolo per soggetti terzi (quindi, nell’esempio di prima, l’ispettore aspetta che il lavoro della strada sia sistemato in modo che nessuno rischi di farsi male nel tragitto su quel tratto di strada).

In caso di sospensione è importante un tuo intervento tempestivo volto a sanare la situazione (quindi, ad esempio, nel caso di lavoro irregolare devi procedere alla messa in regola dei lavoratori) per richiedere la revoca della sospensione. Ricordati comunque che una volta ottenuta la revoca in ogni caso ci sono le sanzioni amministrative da pagare.


Vogliamo concludere il nostro intervento ricordandoti che il Consulente del Lavoro è una figura terza che si pone come professionista intermediario privilegiato tra gli organi di vigilanza e le aziende. Il suo intervento è prezioso prima, durante e dopo l’ispezione:

  • prima, in quanto è importante fare prevenzione e quindi informare i propri clienti dell’importanza del rispetto delle normative giuslavoristiche e previdenziali, ammonendoli dei rischi che corrono qualora non le osservino e incentivando un comportamento corretto;

  • durante, dato che le aziende fanno affidamento sul proprio Consulente del Lavoro che, se virtuoso, si accerta della regolarità delle procedure adottate durante l’ispezione e spiega al proprio cliente come comportarsi e quale è l’iter della vicenda;

  • dopo, in quanto è fondamentale che il professionista assista l’azienda nella fase sanzionatoria (o in un eventuale ricorso), cercando inoltre di evitare che il proprio cliente ponga in essere le medesime violazioni che lo hanno condotto ad essere sanzionato.

32 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti