Bonus 200 euro una tantum: come rispondere ai dubbi dei clienti senza impazzire

di Carola Onnis



Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge n. 50 del 17 maggio 2022 l’indennità una tantum, già in precedenza prospettata, ha subito ulteriori precisazioni ed è stata ampliata la platea dei possibili beneficiari.

Il “Decreto aiuti” ha però originato non poche criticità e nuovi quesiti da parte degli interessati che si rivolgono ai Consulenti del Lavoro per tentare di giungere ad una possibile chiarezza del sistema abbozzato.

Con tale rassegna si tenta di dare risposta ad alcuni dei quesiti che concretamente hanno interessato la categoria sulla questione.


<<L’indennità una tantum riconosciuta agli intermittenti funziona nelle stesse modalità previste per l’indennità riconosciuta ai dipendenti?>>

Ai lavoratori dipendenti ex art 31 DL 50/2022, che nel primo quadrimestre di quest’anno abbiano beneficiato dell’esonero dello 0,80 per almeno una mensilità, è riconosciuto il cosiddetto bonus di 200 euro una tantum in via automatica: poiché sarà rintracciabile sulla retribuzione erogata nel mese di luglio 2022 dal datore di lavoro. Il tutto previa dichiarazione del lavoratore attestante la non titolarità di prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18 e quindi che dovrà attestare di non essere titolare di reddito di cittadinanza o alcun trattamento di forma pensionistica.

L’articolo 32 dello stesso DL 50/2022 regola l’indennità una tantum per pensionati e altre categorie di soggetti, in particolare è il comma 13 a menzionare tra i beneficiari la categoria degli intermittenti. L’indennità come per i lavoratori dipendenti potrà essere fruita per una sola volta ed è comunque pari a 200 euro ma sarà erogata dall’INPS dietro domanda e a soggetti intermittenti che nel 2021 abbiano svolto prestazioni per almeno 50 giornate e che abbiano reddito derivante da tali rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.



<<Ai tirocinanti è riconosciuta tale indennità?>>

Da una lettura di quanto disposto agli articoli 31 e 32 del DL 50/2022 tra le categorie beneficiarie alle quali spetta il bonus di 200 euro non si fa alcuna menzione di quella dei tirocinanti.

Si parla, infatti, all’articolo 31 di indennità una tantum per i lavoratori dipendenti e all’articolo 32 di indennità una tantum per pensionati e altre categorie di soggetti – lavoratori domestici, percipienti la disoccupazione agricola, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori stagionali, intermittenti lavoratori dello spettacolo, autonomi, privi di partita IVA, incaricati alle vendite a domicilio, titolari di partita Iva e beneficiari del reddito di cittadinanza - tra le quali mai viene esplicata quella di tirocinante dovendosi dunque concludere che il bonus di 200 euro non venga ad essi riconosciuto.



<<Part time: quando i rapporti sono due come si esplica la fattispecie? L’indennità una tantum spetta due volte?>>

L’articolo 31 del DL 50/2022 nel disciplinare il funzionamento dell’indennità una tantum per i lavoratori dipendenti precisa al comma 2 come i 200 euro spettino ai lavoratori dipendenti “una sola volta, anche nel caso in cui siano titolari di più rapporti di lavoro”. Per tale motivo nel caso in oggetto l’indennità spetterà per un solo rapporto di lavoro nonostante ne esistano due di part time intercorrenti.



<<Netto concordato: il bonus una tantum deve essere ricompreso all’interno del compenso lordo stabilito tra le parti?>>

Nel caso in cui l’indennità una tantum vada elargita in favore di un lavoratore dipendente che abbia in busta un netto concordato con il datore di lavoro si consiglia di non ricomprendere all’interno del compenso concordato il bonus ma che venga scorporato da esso, non essendoci comunque tassative disposizioni in merito. Si ricorda, inoltre, che l’indennità come precisa al comma 3 l’articolo 31 del DL 50/2022 “non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali”.


Come è bene comportarsi nel caso in cui il soggetto percepisca reddito da pensione e un altro reddito derivante da altro rapporto o altro introito personale?”

L’indennità una tantum prevista per pensionati e altre categorie di soggetti è regolamentata dall’articolo 32 del DL 50/2022.

Beneficiari sono “soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro” come ricorda il comma 1 dell’articolo 32. Tale indennità è riconosciuta una sola volta - una tantum – alle categorie previste dal comma 1 anche quando tale soggetto svolga attività lavorativa, come precisa il successivo comma 6.

I 200 euro sono quindi riconosciuti nel caso in cui si rimanga nella soglia dei 35.000 euro annui e solo una volta e si precisa inoltre – comma 20 – che le prestazioni previste per tali categorie sono incompatibili con quelle di cui beneficiano i lavoratori dipendenti ex articolo 31, essendo dunque corrisposte a ciascun soggetto avente diritto una sola volta.

Per concludere il comma 2 dell’articolo 32 viene in soccorso per il computo del reddito personale assoggettabile ad IRPEF: “al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, sono esclusi i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata”.



Con la disamina di tali fattispecie si spera di aver snellito -almeno in parte- il quotidiano lavoro di interpretazione e conseguente consulenza affrontato da praticanti e CDL nell’approccio costante con le normative e i clienti bramosi di conoscere e soprattutto comprendere in concreto determinate questioni.

Dopotutto, se il cliente chiama la categoria risponde.




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