Assunzione lavoratore extracomunitario e novità introdotte dal “Decreto Semplificazioni”

a cura di Giusy Catone




Il c.d. d.l. Semplificazioni 21 giugno 2022 n. 73 “Misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali”, ha introdotto una serie di misure volte alla semplificazione di alcune procedure, tra queste si è deciso di intervenire sulla riduzione dei tempi delle richieste di nulla osta per le assunzioni di cittadini extracomunitari, relative all’anno 2021 e 2022.


Prima di approfondire le novità introdotte dal Decreto, si intende innanzitutto porre l’accento sull’intera procedura volta all’assunzione di un cittadino straniero per motivi di lavoro subordinato, ripercorrendo, dunque, l’iter di riferimento normativo.




Riferimenti normativi che disciplinano l’assunzione a tempo determinato o indeterminato di un cittadino extracomunitario

L’iter da seguire per l’assunzione di un cittadino straniero con contratto di lavoro subordinato è rigorosamente descritto nel Testo Unico sull’Immigrazione - Titolo I (Decreto legislativo, testo coordinato, 25/07/1998 n. 286, G.U. 18/08/1998).

Per procedere al regolare inserimento lavorativo del cittadino extracomunitario in Italia, è necessario considerare innanzitutto la determinazione dei flussi di ingresso.

Come enunciato dall’art. 3 T.U. sull’ Immigrazione, il Presidente del Consiglio, di concerto con il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, con le regioni, province autonome, istituti e organizzazioni maggiormente rappresentative nell’inserimento dei cittadini extracomunitari, decorsi tre anni, definisce il cosiddetto documento programmatico.

Tale documento evidenzia quelle che saranno le politiche di inserimento dei cittadini stranieri soggiornanti in Italia e le misure in materia di immigrazione che dovranno essere adottate nei tre anni successivi l’emanazione.

Sulla base delle linee generali individuate dal documento, il Presidente del Consiglio dei Ministri dovrà definire, con relativo Decreto, entro il 30 novembre di ogni anno, le quote massime di cittadini extracomunitari che potranno essere inseriti, con contratto di lavoro nel territorio dello Stato. Raggiunto il limite massimo stabilito da tali quote, non sarà più possibile procedere al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.


L’iter procedurale volto al corretto inserimento del cittadino extracomunitario è interamente gestito dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, presente in ogni Prefettura territoriale.

Come esplicitato dall’art. 22 T.U. sull’Immigrazione - Titolo II, l’assunzione a tempo determinato e/o indeterminato è subordinata al rilascio del nulla osta da parte dello Sportello Unico.


Il datore di lavoro, al fine di ottenerne il rilascio, procede alla richiesta nominale o numerica di assunzione.

Conseguentemente a tale richiesta, il datore di lavoro dovrà rilasciare un’apposita documentazione che attesti diversi elementi: l’eventuale disponibilità di alloggio per il lavoratore straniero, la volontà di procedere alla stipula del contratto di soggiorno, la disponibilità di indennizzo delle spese di viaggio per eventuale ritorno del lavoratore straniero nel paese di provenienza e l’intenzione di comunicare eventuali cambiamenti relativi al rapporto di lavoro.

Predisposta la summenzionata documentazione, essa dovrà essere inviata allo Sportello Unico.

Come sancito dall’ art. 30 bis, comma 8, del D.p.r. n. 394/1999, ai fini del rilascio del nulla osta, lo Sportello dovrà controllare:

  • Congruità dei documenti inviati.

  • Conformità alle disposizioni della Contrattazione Collettiva di riferimento.

  • Rispetto dei limiti numerici previsti per tali assunzioni in riferimento ad un dato periodo ed in riferimento alle capacità economiche dell’impresa.

Appurata la sussistenza di tali requisiti, entro il limite di sessanta giorni sarà possibile procedere al rilascio del nulla osta, il quale avrà una validità di sei mesi.

Conseguentemente a tale rilascio, sarà possibile, su richiesta del datore di lavoro, inviare al consolato o alla rappresentanza diplomatica italiana presente nel paese di origine del cittadino straniero che si intende assumere, la documentazione attestante il nulla osta e l’attribuzione del suo codice fiscale.

Il consolato e/o la rappresentanza diplomatica potranno rilasciare al lavoratore straniero il visto di ingresso.

Con il rilascio di tale visto, il cittadino extracomunitario potrà regolarmente entrare nel territorio dello Stato e dovrà recarsi entro otto giorni dal rilascio presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione di competenza per la sottoscrizione del contratto di soggiorno di lavoro.

Tale contratto garantisce l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 22 T.U. sull’Immigrazione e permette di procedere alla richiesta del permesso di soggiorno.

A conclusione dell’iter, il permesso di soggiorno per motivi di lavoro sarà rilasciato previo versamento di un contributo e previa ottemperanza dei rilievi fotodattiloscopici da parte del lavoratore.

La sua validità sarà di un anno nel caso di contratto di lavoro a tempo determinato e due anni in caso di contratto a tempo indeterminato, per eventuali pratiche di rinnovo il lavoratore dovrà procedere alla richiesta almeno sessanta giorni prima della scadenza.




Novità sul rilascio del Nulla Osta introdotte dal d.l. Semplificazioni

Il d.l. 21 giugno 2022, n. 73 cd. Decreto Semplificazioni, ha introdotto delle novità che renderebbero più snello il procedimento di rilascio del nulla osta per lavoro subordinato.


Due sono i punti sui quali il Decreto summenzionato ha agito:

  • Riduzione dei tempi previsti per il rilascio del nulla osta, passando da sessanta giorni a trenta (art. 42). Qualora successivamente al rilascio e dopo il termine di trenta giorni fossero presenti elementi ostativi, ciò comporterebbe la revoca del nulla osta.

  • Possibilità di rilascio del nulla osta per motivi di lavoro, demandando la verifica dei requisiti e della congruità economico - patrimoniale dell’impresa ai soggetti professionisti di cui all’art.1 l. 11 gennaio 1979, n. 12 ( Consulenti del Lavoro ), ai professionisti iscritti all’albo degli avvocati, dottori commercialisti e ragionieri previa comunicazione all’Ispettorato del Lavoro ed alle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro maggiormente rappresentative (art. 44).

La procedura di rilascio, precedentemente di competenza dello Sportello Unico, risulta essere più agevole grazie anche alla possibilità di demandare la verifica dei requisiti necessari a soggetti quali consulenti del lavoro e organizzazioni datoriali maggiormente rappresentative.


Alla luce dei cambiamenti previsti per il controllo di tali requisiti, l’Ispettorato del Lavoro con circolare n. 3 del 5 luglio 2022 ha voluto porre l’accento su quelle che saranno effettivamente le verifiche da porre in essere:

- Controllo della capacità patrimoniale;

- Presenza di una condizione economico / finanziaria equilibrata;

- Controllo del fatturato;

- Controllo della media dipendenti assunti negli ultimi due anni;

- Identificazione dell’attività esercitata dall’impresa.

Ad aggiungersi a tali verifiche, vi sarà la possibilità per i soggetti incaricati al controllo, di richiedere ulteriori documenti: il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) ed una serie di dichiarazioni relative all’inesistenza da parte del datore di lavoro o di altro soggetto incaricato alla gestione del personale di indagini e/o condanne a suo carico, una dichiarazione che attesti le esigenze che hanno determinato la richiesta di nulla osta ed infine una dichiarazione con la quale si conferma di non aver provveduto ad ulteriori richieste di asseverazione presso altri professionisti o organizzazioni datoriali.

Verificate le condizioni di cui sopra ed ottenuto riscontro positivo, si procede al rilascio dell’asseverazione, prodotta attraverso apposita modulistica.



Ulteriori considerazioni

Le modifiche introdotte hanno dunque accorciato i tempi di rilascio del nulla osta per le richieste relative all’anno 2021 e 2022 ed hanno conferito, per la prima volta, ad ulteriori soggetti la possibilità di controllo e verifica dell’idoneità e congruità delle richieste.

Sembrerebbe dunque che l’intervento del Legislatore sia stato mosso con l’intento di semplificare una procedura che è sempre stata scandita da tempi alquanto lunghi, procedendo in tal senso ad un cambio di rotta rispetto alle precedenti disposizioni in materia.



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